L'attesa. Il dolore. La speranza.
Sopravvivere ad una gravidanza, un parto e poi ad un neonato ululante non è certo cosa da poco!
Ne so qualcosa dal 31 Agosto 2011 quando la mia patatona è arrivata a riempire le mie giornate.
...ma sopravvivere ad una gravidanza ed un parto senza poi poter stringere la propria bambina fra le braccia, beh, questo non è davvero una cosa da poco.
Così, un po' per elaborare il lutto (così si dice), un po' per informare di un argomento ancora troppo poco conosciuto, scrivo di me, della mia esperienza e della ricerca di una nuova felicità fatta di cose semplici, perchè comunque un dopo da vivere c'è...
...ma soprattutto parlerò di loro, le mie bimbe, una in cielo, una in terra e la nostra nuova speranza...

mercoledì 27 aprile 2016

Un nuovo viaggio.. Con te nel cuore

Eccomi di nuovo qui, dopo ben un anno. Diciamo che mi sono presa il mio anno sabbatico.
Da cosa? vi chiederete.
Beh, un po' da tutto. Ho sentito la necessità di fermarmi un attimo e fare il punto della situazione su tanti aspetti della mia vita.
Prima di tutto mi sono data del tempo per crescere Vanessa e osservare Aurora diventare sempre più grande, e nel frattempo immaginare come sarebbe stata Camilla, a metà tra una e l'altra.
I mesi sono trascorsi veloci, ma sempre pieni di cose da fare.
Diciamo che di sicuro non mi sono annoiata!
Oggi mi ritrovo a fare il punto di quello che è stato. Perché proprio oggi?
In realtà non c'è una vera ragione, ma posso dire che, come se avvertissi la primavera (anche se un po' in ritardo), tra la fine di aprile i primi di maggio, mi capita di voler "fare" qualcosa.
Di solito me lo invento quel "qualcosa": può essere un hobby, oppure un nuovo lavoro, o ancora fantastico sulle vacanze estive e immaginariamente organizzo un viaggio...
Oggi, invece, ho deciso di riordinare l'armadio, così ho trovato due bavaglini di Camilla, ho aperto di nuovo la sua scatola e riguardato le sue cose..
Tempo fa', avevo parlato del mio voler cercare una nuova felicità, sempre portandola con me nel cuore, credendo fermamente che lei voglia proprio questo per me e per la nostra famiglia.
Beh, non sempre è cosa facile. Gli alti e bassi e ci sono ancora adesso, mi da sempre fastidio vedere mamme in gravidanza tutte orgogliose e felici, sento il cuore stringersi se una mamma chiama la sua bambina "Camilla", non sopporto vedere Vanessa che dorme..
Lo so, ci dovrò convivere per il resto della vita. Questa vita che paragonerei ad un viaggio su un sentiero disconnesso, ma sul quale qualcosa di buono si può trovare. 
E anche se ogni tanto non è facile, cerco di mantenere ben impresso in mente il mio obiettivo: devo percorrere il mio viaggio nel migliore dei modi, trovando la mia felicità. Ecco quindi la conclusione a cui sono arrivata dopo quest'anno di ragionamenti.
Per fare ciò, come è già accaduto in passato, ho deciso di scrivere e raccontare quello che facciamo come se fosse un diario per lei, per descrivere alla mia cucciolina tutto ciò che c'è di bello a questo mondo: i nostri viaggi, sia metaforici che reali... 
Lo farò su questo nuovo blog: 
www.mammainviaggio.it
Nuovo perché vuol essere un nuovo inizio, un nuovo viaggio, pieno di viaggi e vita.


martedì 28 aprile 2015

Il rifiuto dell'asl, il caso di Nicole.

È da un paio di mesi che credo tutti abbiamo sentito parlare della vicenda di Nicole.
Per chi non lo sapesse, la sua mamma le ha dato la luce il in una clinica privata di Catania .
La piccola Nicole a causa di problemi respiratori necessita di cure specifiche in un TIN (terapia intensiva neonatale).
Cosa accade a questo punto?
Beh, la logica ci farebbe pensare ad un trasferimento repentino ed un'assistenza immediata al fine di salvarle la vita.
Mi dispiace, non funziona così..
Forse nei film...nei libri di fantascienza... Ma non per il nostri servizio sanitario.
Infatti, perché un bimbo possa essere trasferito in una struttura, tale struttura in questione deve prima accettarlo.
Quindi cosa si fa?
L'infermiere, ostetrica o medico di turno alzano il telefono, compongo il numero dell'azienda sanitaria locale più vicina e parlano con l'infermiere, ostetrica o medico di turno.
E i minuti passano...
Spiegano dunque la situazione.
...e il tempo scorre...
Chiedono se è possibile un trasferimento...
...altri attimi preziosi che volano via...
Non c'è posto, l'ospedale non può accoglierla.
...Nicole resta in attesa...
Altra telefonata.
...ormai i minuti non si contano più...
Finalmente l'accettazione.
...Nicole viene trasferita in ambulanza...
...e muore durante il tragitto a causa di un arresto cardiaco.

...Un'altra piccola bara bianca lunga appena 60 cm... e quel dolore che conosco fin troppo bene e che rivedo nei volti, negli occhi di quei genitori...

Ecco, ora ci si domanda: Nicole si poteva salvare?
Non vi dirò la mia personale impressione circa la vicenda anche se credo che si possa evincere dalle mie parole. Bensì vorrei richiamare l'attenzione sulla possibilità che una struttura ospedaliera ha di negare una cura ad un paziente che ne ha necessità.

Quando ancora aspettavo Camilla, è successo lo stesso anche a me: dopo il cerchiaggio d'urgenza fortunatamente riuscito, era necessario per me il trasferimento in una struttura con TIN in modo da garantire la migliore assistenza possibile alla mia bimba qualora fosse nata fortemente prematura.
I medici hanno dovuto contattare ben tre ospedali differenti prima che uno decidesse di accoglierci.
Mi chiedo come sia possibile. All'epoca ero sconcertata e attonita...col senno di poi, mi stupisco ormai di poche cose..
Comunque questo iter, quello del dover domandare per favore che un bimbo venga accolto e la possibilità di negare le cure specifiche, mi lascia oltremodo perplessa.

Ma come? Accettiamo giornalmente decine di extracomunitari e cerchiamo di aiutarli e quando si
tratta di aiutare uno dei nostri bambini dobbiamo soffermarci a chiedere se è possibile, oppure no, ma forse sì, e poi ... poi il tempo passa e soprattutto l'asl si può rifiutare...

Mi sorge anche un'altra domanda: ma se certe strutture non sono in grado di gestire fino in fondo tutte le situazioni, comprese quelle più critiche, hanno davvero senso di esistere? Non creano più danno che beneficio in certi casi critici?
Non dico di doverle chiudere, piuttosto di potenziarle.

Lascio a voi i commenti.. a me su questo argomento sono rimaste poche parole...

giovedì 23 aprile 2015

I nostri regali per Camilla

Ed è di nuovo ora di dichiarazione dei redditi.
Vi domanderete cosa c'entra questo argomento con il mio blog.
Ve lo spiego subito.
Tutti sappiamo che c'è la possibilità di destinare il 5x1000 ad associazioni oppure enti da noi scelti, ed è proprio di questo che voglio parlare.




Ho letto un articolo di una mamma che conosco che chiarisce alcuni dubbi su questo argomento e soprattutto riporta quali spese si possono detrarre/dedurre, perciò vi lascio il suo link se avete necessità di schiarirvi le idee:http://www.mammarisparmio.it/elenco-associazioni-che-si-occupano-di-bambini-donagli-il-tuo-5x1000/


Alla fine del post, trovate anche una lista di associazioni ed enti che si occupano di bambini, con relativi codici fiscali, proprio per questa destinazione.

Personalmente ne ho un'altra da menzionare:CiaoLapo Onlus che si occupa della tutela in gravidanza e la salute perinatale.E offre sostegno e aiuto ai genitori e familiari in seguito alla perdita di un bambino. Il codice fiscale è:  92070250482

Adesso invece, chiedo a voi se avete voglia di suggerirmene qualcun'altra, non solo per me, per tutti.

Da quando Camilla è nata dormendo, io e mio marito abbiamo deciso di devolvere in beneficenza una cifra, quella che avremmo speso per i suoi regali, in occasione del Natale o del suo compleanno.
Questo è il nostro modo per ricordarla e offrire un regalo simbolico anche a lei. 
Perchè se Aurora e Vanessa ricevono una marea di regali, per noi è giusto che la stessa cifra sia spesa anche per Camilla.. per noi sono tutte e tre sullo stesso piano.
Per il momento, abbiamo scelto di destinare i suoi "regali" all'ospedale pediatrico Meyer di Firenze oppure a CiaoLapo, ma , anche in questo caso, accettiamo consigli...

Lascio quindi la parola a voi...

lunedì 20 aprile 2015

Voglio la tessera punti per il pronto soccorso

Per l'ennesima volta sono al pronto soccorso.
Ci fosse almeno una tessera punti, così ci guadagnerei qualcosa!
Sono ormai giunta alla conclusione di avere stipulato un abbonamento con le visite in ospedale. (O loro con me, a mia insaputa).


Ma cominciamo dall'inizio.
Il 19 gennaio nasce Vanessa con taglio cesareo perciò intervento e tre giorni di degenza (che tutto sommato sono anche pochi).
Poi, dopo tre settimane, colica epatica..
Eh già, un bellissimo regalo dei medicinali e della gravidanza di Camilla.
Visto che la colica è forte vado in pronto soccorso dove trascorro un "piacevole" pomeriggio.
Torno a casa alle otto di sera, ma non felice della breve permanenza ci ritorno alle dieci direttamente accompagnata dall'ambulanza.
Passo la notte in osservazione e torno al mio dolce nido la mattina seguente.
So che devo essere operata ma rimando sperando di riuscire prima a riprendermi dal cesareo.
E invece no: il 27 Febbraio nuova colica, nuova visita al pronto soccorso.
Questa volta però non mi dimettono, anzi decretano una pancreatite acuta e vengo ricoverata ed, 4 marzo, operata.
Insomma una settimana di vacanza forzata.
(Camera accogliente, silenziosa, ma pessima cucina: solo te e brodo senza pasta per una settimana!!).

A questo punto mi sono detta: ok adesso ho chiuso almeno per un po' con l'ospedale!

E invece, zac! Infezione del taglio all'obelico che si è pure riaperto!
Ed eccomi di nuovo qui, da lui, il pronto soccorso.



Cosa dire?
Non riesco proprio a stare lontano dal pronto soccorso troppo a lungo!
E pensare che non ci sono poi così affezionata!

venerdì 17 aprile 2015

Venerdì 17 in marsupio

Oggi giornata alternativa.
Ho trascorso l'intera settimana a fare grandi pulizie: lavare i vetri, cambiare le tende, spolverare sopra gli armadi, sotto gli armadi, pulire le piastrelle dei bagni...
Insomma le pulizie di Pasqua solo con due settimane di ritardo!

Oggi mi sono detta: mi merito una passeggiata!
Ed ovviamente ecco la pioggia... Ma d'altronde , da "venerdì 17" cosa potevo aspettarmi?
Allora ho optato per il centro commerciale.
Grandissimo errore!
Perché vi chiederete..
Beh, ovvio: quando una mamma, nonché donna, entra in un centro commerciale con il pensiero "devo solo acquistare una presa della corrente", da li si passa al "oh, che bello questo set da pappa.Vanessa ne ha sicuramente bisogno". 
"E poi non vorrai prenderle due bavaglini in coordinato" 
"E cosa dire del biberon/bicchiere primi sorsi? Indispensabile".
"Eh già che ci siamo, meglio approfittare dei body in offerta"
"Ma non posso trascurare Aurora! Scegliamo un libro da regalarle."

Ecco, io non sono un'amante dello shopping (è evidente dal momento che per me non ho comperato nulla), ma cos'altro potevo fare in un piovoso venerdì 17?

In tutto questo dove erano le mie tate, vi chiederete.
Dunque Aurora era alla scuola materna e Vanessa ovviamente con me, e qui viene la parte bella, nel marsupio!

Non potete immaginare come mi guardavano stranite le persone che incrociavamo!
Ma è davvero così strano portare un bimbo nel marsupio?

Ci siamo fatte un selfie, così potete giudicare e commentare anche voi.


lunedì 13 aprile 2015

Capita...

Mercoledì scorso è stata la giornata del primo vaccino per Vanessa (tralasciamo la questione "fare o non fare il vaccino", "fa bene o fa male").
Personalmente avevo e ho non poche perplessità in merito ai farmaci ed i possibili effetti indesiderati...
Sta di fatto che dopo una serie di letture, approfondimenti e consultazione di medici, io è mio marito abbiamo optato per il si.
Così nel pomeriggio mi reco in ambulatorio con la mia ignara patatina.
E il caso vuole che incontro una ragazza che conosco con il suo bimbo di cinque mesi e mezzo.
Ovviamente si comincia a chiacchierare del più e del meno, dei bambini, il nome, quando sono nati, se dormono e la più grande, invece, e poi ...
Poi giunge una domanda che mi porta inevitabilmente a parlare di Camilla...

E mi sento dire per l'ennesima volta "Capita..."

Adesso vorrei chiarire una cosa:
Capita che ci sia il sole, la pioggia, il vento, un uragano,
Capita che durante le feste si mangi troppo,
Capita che la notte si dorma poco,
Capita che qualcuno ti freghi l'unico parcheggio libero nell'area di un km,
Capita che ti macchi di caffè la camicetta pulita di bucato,
Capita che bruci la cena,
Capita che fai cadere il vaso di cristallo della nonna e si rompa in mille pezzi,
Capita che cerchi gli occhiali disperatamente e dopo mezz'ora ti accorgi di indossarli...
Ma non "capita" semplicemente che un bambino muoia!

Perciò  per favore,  trovate almeno un'altra parola di circostanza che non sia "capita..."
Basterebbe anche solo un "mi dispiace" senza aggiungere altro...

mercoledì 25 marzo 2015

Com'è essere mamma di un angelo?

Mi sono fatte due risate nei giorni scorsi leggendo il post di una mamma che raccontava cosa significa essere genitore di una bimba e poi un bimbo.
Ovviamente c'erano anche una serie di risposte e commenti di esperienze di altre mamme, tutte altrettanto divertenti.
Cosa dire? In alcune situazioni mi ritrovavo, in altre no...
Però mi sono fatta un'idea generale dell'essere "mamma di una bambina" e "mamma di un bambino".

Ecco, adesso vorrei aggiungere una considerazione: non esistono solo le mamme di femminucce e maschietti, esiste ancora una casistica, una sfumatura, che troppo poco spesso viene analizzata: essere mamma di un angelo.

Vi chiederete: com'è essere mamma di un angelo? Cosa mai ci può essere da dire di un bimbo-angelo?
Ora vi racconto io com'è, perché da raccontare invece c'è tanto, un mondo.

Innanzitutto è decisamente più difficile che non essere mamma di un maschietto o una femminuccia, non perché si debba gestire un carattere troppo vivace o estremamente mansueto... Piuttosto perché ci si trova a non poterlo gestire, nonostante quel carattere si conoscesse...
Camilla è una bambina vivace, forse un po' menefreghista, a cui piacciono le favole in rima, o almeno questa è l'impressione che ho sempre avuto di lei finché abbiamo vissuto insieme...e so di non sbagliarmi.
Perché lo so? Perché non dovete dimenticarvi che lei è stata viva prima di morire, che lei era una bambina come tutte le altre prima di diventare un angelo.
Lei è stata, lei è.

Ma continuiamo con la nostra analisi.
Quello che non è difficile da gestire sono i suoi impegni, anzi è più difficile per lei seguire i miei visto che lei vive nel mio cuore...ed al momento il mio cuore è un casino: tristezza mista a gioia mista a rabbia mista a ricordi misti a lacrime miste a sorrisi, insomma l'Inferno dantesco sarebbe un posto migliore.

Cosa dire invece del rapporto con le sorelline?
Gelosie inesistenti, lo consideriamo un punto a favore? Mah... E dove mettiamo allora la solitudine? Ritirare quei giochi suoi perché tanto non li condivideranno mai?
Un vuoto incolmabile.. un'assenza tangibile anche per loro.
Tutto sommato, meglio la gelosia...

Ma ciò che è peggio sono le difficoltà legata ad amici, parenti, conoscenti, ecc..
Di un bambino-angelo non si parla, si nasconde...in fondo non c'è, non si vede...non esiste.
Voglio urlarlo al mondo: Camilla, la mia bimba angelo, esiste, c'è , è.
E io sono la sua mamma... Perciò dico, parlo, racconto di lei.
E soprattutto pronuncio il suo nome...ancora e poi ancora e poi ancora...e non smetterò mai di farlo.
Perciò non abbiate paura di sentirlo o parlarne.

Parliamo adesso delle varie feste, per queste il problema si fa serio. Prendiamo ad esempio il compleanno, nessuna festa con gli amici, al massimo un bellissimo cesto di fiori freschissimi e due palloncini lasciati volare verso il cielo... Quel cielo che vorrei fosse più vicino.
E poi altre lacrime e sorrisi ricordando il suo bel visino...
E quegli occhi... quegli occhi di cui non conoscerò mai il colore...
Quelle manine che non mi accarezzeranno mai...
Quella boccuccia che non mi chiamerà mai "mamma"...

Ecco, com'è ... Com'è essere mamma di un angelo. Ed io so che avrei preferito essere mamma di una femminuccia o un maschietto... Ma non rinuncio comunque, e mai potrei, ad essere mamma di Camilla, il mio angelo.