L'attesa. Il dolore. La speranza.
Sopravvivere ad una gravidanza, un parto e poi ad un neonato ululante non è certo cosa da poco!
Ne so qualcosa dal 31 Agosto 2011 quando la mia patatona è arrivata a riempire le mie giornate.
...ma sopravvivere ad una gravidanza ed un parto senza poi poter stringere la propria bambina fra le braccia, beh, questo non è davvero una cosa da poco.
Così, un po' per elaborare il lutto (così si dice), un po' per informare di un argomento ancora troppo poco conosciuto, scrivo di me, della mia esperienza e della ricerca di una nuova felicità fatta di cose semplici, perchè comunque un dopo da vivere c'è...
...ma soprattutto parlerò di loro, le mie bimbe, una in cielo, una in terra e la nostra nuova speranza...

mercoledì 4 giugno 2014

5 Giugno 2014

Ciao cucciolina,
Come passa velocemente il tempo!
4 mesi... Tanto è il tempo trascorso senza te.. E oggi, ancora una volta, torno a quel giorno.
Lo so, sono ripetitiva, eccessivamente malinconica, forse, ma non posso farne a meno.
Mi manchi, mi manchi tanto.

Ieri sono venuta al cimitero a trovarti, da sola, perché volevo stare un po' con te, anche se so che tu sei ovunque sono io, sempre al mio fianco, invisibile..
Sono venuta lì, nell'ultimo luogo in cui ti ho vista, perché è il contatto fisico ciò che manca.



Tu sai quanto ho provato a reagire con tutte le mie forze, quanto mi sono impegnata nel mio progetto.. Solo per te... E spero tu lo sappia.

Ma oggi, non mi va proprio di cercare la felicità, nemmeno un piccolo, remoto barlume di gioia. No, non oggi.
Forse sono gli ormoni, forse no..

Da quando mi hai mandato il tuo regalo, cresce in me la paura, il terrore mentre di pari passo cresce il tuo fratellino o sorellina dentro di me.

Ho paura di non saperlo proteggere.. Lo stesso errore che ho commesso con te...
Te ne sei andata senza che io abbia fatto qualcosa, senza che ti abbia stretto la mano come ho fatto quando il nonno se n'è andato.
Ero con te, eppure non c'ero..
Siamo destinate a vivere in due mondi diversi: vicine ma sempre separate..

Ho paura,Camilla, che possa accadere ancora, di non riuscire a prendermi cura di un altro dei miei bambini...
Ma che razza mamma non si occupa dei suoi bambini?

Sai, i grandi esperti teorizzano cinque fasi per elaborare il lutto: il rifiuto, la rabbia, il patteggiamento, la depressione e l'accettazione.
Personalmente non so in che fase mi collocherei al momento..

Sento ancora il rifiuto di quel giorno, tanto da venire a trovarti al cimitero solo il giorno precedente il tuo complimese; sento ancora la rabbia verso i medici e le loro linee guida; sento ancora la depressione e il dolore per quello che ho perso; affronto quotidianamente un patteggiamento interiore che mi spinge a sopravvivere in questo mondo e cercare una "felicità"; ma l'accettazione, beh, quella, mi dispiace grandi esperti, ma non la proverò mai.
Il tempo aiuta, attenua, ma non cancella e tanto meno io voglio eliminare il ricordo!

Ieri ho chiesto ad Aurora se vorrebbe un altro fratellino o sorellina che poi potesse giocare con lei, qui sulla terra. Lei ha riflettuto, poi si è rattristata e mi ha risposto che tanto sarebbe andato in cielo..
Ecco Camilla, ti chiedo solo una cosa, non volere per te il tuo fratellino o sorellina, lascialo giocare qui con noi, per favore.
Sembra uno scherzo del destino che la data di scadenza sia proprio quel maledetto 5 Febbraio, ma è ciò a cui mi aggrappo per dire che tutto andrà bene questa volta, nonostante la paura, perché sei stata tu a fare questo...

Grazie cucciolina mia.
La tua mamma